Famiglia: Asteraceae
Parte utilizzata: radice; pianta intera.
Costituenti principali:
- principi amari: tarassacina, tarassasterolo ed altri triterpeni pentaciclici.
- steroli: sitosterolo, stigmasterolo
-caroteni: xantofille
-flavonoidi:apigenina-7-glucoside
- acido caffeico
- fino al 18% di zuccheri (fruttosio) in primavera
- fino al 40 % di inulina in autuno, dal 15 al 24% in estate, dall1 al 2% in primavera
- numerosi enzimi
- potassio (nelle parti aeree fino al 4,5%)
Attività principali: coleretica, diuretica, blandamente lassativa.
Impiego terapeutico: litiasi biliare (azione preventiva), colecistopatia e insufficienza epatica, reumatismi, gotta, eczema cronico (come depurativo), obesità, ipoacidità gastrica, inappetenza, turbe digestive in genere.
Tarassaco stimola le funzioni epatiche in quanto aumenta la contrazione della cistifellea (azione colagoga) e secrezione biliare (azione coleretica). Il tarassaco presenta inoltre una potente attività diuretica superiore rispetto alla maggior parte delle altre droghe epatiche. L’azione lassativa è blanda. Tutte queste proprietà ne giustificano l’utilizza come pianta depurativa e di drenaggio.
Il risultato finale di un buon drenaggio consiste in un aumento della diuresi e delle secrezioni biliari grazie ad un attività coleretica e colagoga assai modulata, in un blando aumento del transito intestinale, in un aumento della secrezione delle ghiandole sudoripare e nella regolazione della secrezione sebacea. Se il drenaggio è compiuto correttamente il paziente avvertirà allora una sensazione di benessere accompagnata da una diminuzione del senso di fatica.
Il Tarassaco può quindi essere considerato un’ottima pianta da utilizzare per effettuare la tecnica del drenaggio.